Laurea senza valore legale nei concorsi: è polemica.
Posted on gennaio 25th, 2012 in Senza Categoria | 3 commenti »

Il governo prepara la nuova riforma per l’università.
Roma 25 gen. – Si parla anche di università nel pacchetto delle liberalizzazioni presentato dal governo Monti. Il provvedimento, stando a quanto ha anticipato il presidente del consiglio in conferenza stampa, introduce nuove misure volte a valorizzare l’efficienza delle università. Il decreto legislativo, ha spiegato Monti, non necessita dell’iter d’urgenza di cui sono stati rivestiti i provvedimenti sulle liberalizzazioni ma dovrebbe inserire nel sistema accademico incentivi all’efficienza e alla qualità dell’offerta formativa e della ricerca. L’oggetto del decreto legislativo, secondo quanto recita la nota del governo, “ è la valorizzazione dell’efficienza delle università e la conseguente introduzione di meccanismi premiali nella distribuzione di risorse pubbliche sulla base di criteri definiti ex ante anche mediante la previsione di un sistema di accreditamento periodico delle università e la valorizzazione della figura dei ricercatori a tempo indeterminato non confermati al primo anno di attività, a norma dell’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge n. 240 del 2010″. Questo sarà possibile grazie al lavoro dell’Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione dell’università e della ricerca, seguendo le linee guida sulla qualità dettate dall’Ehea, l’associazione europea che si occupa di qualità nell’alta formazione, e dal Miur. È prevista infatti la creazione di un nuovo sistema di valutazione del valore specifico dei diplomi di laurea ossia la qualità, la serietà, il prestigio accademico dell’università che lo ha rilasciato. Di conseguenza le università non saranno più considerate tutte uguali e quindi anche i loro laureati saranno valutati in modo diverso. Per ora ancora non si conoscono i criteri per cui verranno ” classificate ” queste università, ma venerdì al consiglio dei ministri verrà affrontato l’argomento. Quindi, se da un lato le università di provenienza potrebbero costituire un criterio discriminante o di vantaggio nella ricerca di un’occupazione, al contrario non lo sarebbero più i voti di laurea e il corso di laurea scelto; questo significherebbe che ai concorsi pubblici tutti potrebbero presentare domanda di partecipazione a prescindere dal voto di laurea. Basta avere il titolo. Secondo il piano del governo quindi, il voto non costituirebbe più un elemento di punteggio. L’intento del provvedimento, spiega in una nota il ministero, sarebbe infatti quello di valutare le reali capacità che il candidato è in grado di dimostrate durante il concorso a prescindere dal voto degli esami svolti e dal voto di laurea. Sorgono già le prime proteste studentesche in varie città italiane. Questa mattina in tutta Italia si sono svolte iniziative di protesta in numerosi atenei contro la proposta del governo di abolire il valore legale del titolo di studio, proposta che verrà discussa nel consiglio dei ministri di venerdì.Oggi a Roma gli studenti hanno manifestato durante la visita del Ministro Profumo alla scuola Fabrizio De Andrè srotolando uno striscione con la scritta. “Titolo di studio o carta straccia?” distribuendo inoltre rotoli di carta igienica timbrati con la stessa scritta.
Cosa ne pensate??





